AMARCORD

Amarcord in dialetto romagnolo (il dialetto di Fellini) vuol dire “mi ricordo”, e il regista ricorda gli anni della sua infanzia, gli anni Trenta, al suo paese.
Passano dunque i miti, i valori, il quotidiano di quel tempo: le parate fasciste, la scuola (con l’insegnante prosperosa che stuzzica i primi pensieri), la ragazza “che va con tutti”, la prostituta sentimentale, la visita dell’emiro dalle cento mogli, lo zio perdigiorno che si fa mantenere, la Mille Miglia, i sogni ad occhi aperti, il papà antifascista che si fa riempire d’olio di ricino, il paese intero che in mare, sotto la luna, attende il passaggio del transatlantico Rex.
Fellini nel ’76 era ancora in grado di incantare praticamente con niente, confezionando appunto il “niente” con colori, fantasia e sensazioni. Si giova dei soliti collaboratori, a cominciare da Nino Rota sempre importantissimo nell’economia del cinema felliniano.

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Vi aspettiamo nel Cortile del Castello, via Silvio Pellico (dietro al comune). Il film inizia alle 21.45! La biglietteria apre 20 minuti prima.

BIGLIETTO 2€

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